24-09-2014

Issam Fares Institute for Public Policy di Zaha Hadid a Beirut

Zaha Hadid Architects (ZHA), Zaha Hadid Architects,

Luke Hayes, Hufton+Crow,

Essen,

Progetti

Cemento,

Ultima tra le opere di Zaha Hadid, l’Issam Fares Institute for Public Policy si inserisce nel programma dell’American Institute of Beirut. Zaha Hadid costruisce un’architettura in cemento che sovrasta per altezza e imponenza i padiglioni del campus. L’Issam Fares Institute for Public Policy emerge dal contesto con forte identità.



Issam Fares Institute for Public Policy di Zaha Hadid a Beirut

Issam Fares Institute for Public Policy di Zaha Hadid si inserisce all’interno dell’American Institute of Beirut, un complesso di più padiglioni per lo studio e la ricerca, costruiti intorno a un giardino ovale, sul quale si affaccia anche la nuova architettura. Il cemento, materiale ricorrente nelle opere di Zaha Hadid, è impiegato per l’intera costruzione dell’Issam Fares Institute, sia perchè tipico delle architetture della zona di Beirut, sia per l’intrinseca capacità di mettersi al servizio del disegno plastico.

La tradizione del cemento posato in opera, ampiamente utilizzato ancora oggi in queste terre, viene condivisa da Zaha Hadid per abbattere l’idea dell’architettura come luogo della permanenza e dell’immutabile. Nell’Issam Fares Institute for Public Policy ogni linea costruita contiene una tensione inesplosa che fa convergere su di sé l’attenzione, portando l’opera a essere sempre protagonista del luogo. L’ispirazione va ricercata certamente nella missione dell’Istituto, quella di essere centro di ricerca sulle questioni di politica internazionale che coinvolgono il mondo arabo, luogo del dibattito e del confronto su tematiche di interesse nazionale, come lo sviluppo urbanistico e le questioni ambientali. Essendo un’architettura costruita per il dialogo e lo sviluppo delle idee, l’opera di Zaha Hadid traduce il proprio spirito in quel pionierismo formale che contraddistingue però ognuno dei progetti da lei realizzati, dalla caserma dei pompieri al museo, dal piccolo edificio di utilità funzionale al grande edificio pubblico, fino agli interni di negozi e ai singoli arredi.

Parte di un masterplan ideato nel 2002 da Sasaki Associates (in collaborazione con Machado e Silvetti, MGT d'America, e Dar Al-Handasa, Shair e Partners) per l’AUB Campus e vincitore del concorso aperto nel 2006, il progetto di Zaha Hadid insiste su un terreno costeggiato da una grande strada di transito, percorrendo la quale l’edificio si mostra in tutta la sua imponenza. Si tratta infatti di un volume che ha una direzionalità precisa, data dal fatto che dei 5 piani sopra terra, gli ultimi due sono aggettanti per una lunghezza di 21 metri parallelamente alla strada. La ridotta impronta dei primi tre livelli, che lascia spazio al giardino a quota di terra come luogo di sosta e condivisione, si estende salendo in verticale, producendo un impatto visivo, più che spaziale.

Dalla planimetria risulta evidente la “battaglia” di segni che accentua il dinamismo formale. Mentre le linee orizzontali dell’edificio assecondano lo sviluppo rettilineo indicato dalla strada, e così quelle che identificano i percorsi di accesso, come la passerella sopraelevata e la rampa di collegamento con il giardino ovale, per contrasto le linee verticali sono invece tutte oblique e vanno a interrompere la direzionalità del volume. Gli angoli acuti disegnati in pianta si ritrovano in alzato e in sezione quando anche le pareti, esterne come interne, sono disegnate inclinate.


Se non bastasse, la Hadid sottolinea la composizione ardita costellando ogni facciata di finestre romboidali, che di notte emergono come tanti occhi vigili e attenti.
Tra i numerosi accessi su ogni lato, uno è particolarmente coreografico, quello che conduce direttamente all’atrio del secondo piano, caratterizzato da una rampa in cemento a due ingressi che si allunga fino ai confini del giardino e che l’illuminazione fa sembrare un fulmine notturno.

Mara Corradi

Progetto: Zaha Hadid Architects (ZHA)
Capiprogetto: Saleem A. Jalil
Collaboratori: Christos Passas, Saleem A. Jalil, Graham Modlen, Human Talebi, Brandon Buck, Miya Ushida, Rokhsana Rakhshani, Teakjin Kim, Ben Holland, Charbel Chagoury, Anas Younes, Fulvio Wirtz, Mariagrazia Lanza, Renata Dantas
Committente: American University of Beirut AUB
Luogo: Beirut (Libano)
Local Architect: Rafik El Khoury & Partners
Progetto delle strutture: Rafik El Khoury & Partners (Rafik El Khoury, Georges Sfeir, Maya Charry, Guy Ghosn, Roger Skaff)
Superficie utile lorda: 3000 mq
Area del lotto: 7000 mq
Concorso: 2006
Inizio Progetto: 2006
Fine lavori: 2014
Impresa costruttrice: Kettaneh Construction
Struttura in cemento posato in opera
Pavimento in cemento
Arredi: Corian DuPont
Fotografie: © Hufton+Crow, Luke Hayes

www.zaha-hadid.com
www.aub.edu.lb/ifi/about/Pages/Facility.aspx


GALLERY


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