04-10-2006

Galleria Tornabuoni Arte - Archea Associati. Venezia, 2005

Progetti

Archea lascia il segno anche a Venezia, con un progetto elegante, raffinato, sensuale. La Galleria Tornabuoni Arte si trova in Campo San Maurizio, a poca distanza da piazza San Marco.



Galleria Tornabuoni Arte - Archea Associati. Venezia, 2005 Si tratta della trasformazione di un piccolo fondo in uno spazio destinato a esposizioni di arte.
Il linguaggio adottato disegna un ambiente dalle linee contemporanee, avvolgenti, seducenti. Ricorda gli interni dello store di Carlos Miele a New York progettati da Asymptote: bianchi, lucidi, curvilinei, organici, testimoni delle dinamiche urbane e al tempo stesso scrigni di pause eteree e incantate.
La galleria Tornabuoni Arte, nata nel 1981 a Firenze, ospita esposizioni sia dei maestri del Novecento italiano sia degli esponenti più significativi dell'avanguardia internazionale del dopoguerra. Da allora sono state aperte altre quattro sedi: a Milano, Portofino, Forte dei Marmi e, nel 2005, a Venezia.
L'obiettivo è quello di raccontare l'arte nazionale e internazionale all'interno di ambienti suggestivi, capaci di dialogare con gli oggetti che li popolano. L'architettura diventa protagonista insieme all'arte di una scena che procura emozioni, riflessioni sull'estetica e sulle possibili forme di sinergia fra la poetica dello spazio e il fascino dell'arte.

Monocromatica e priva di nodi, la galleria è il risultato di un intervento sulla struttura esistente che ha permesso di eliminare i sistemi di sostegno verticali per creare uno spazio che non conosce pause o interruzioni.
La galleria è concepita come un percorso sinuoso e morbido in resina bianca che guida e accompagna il visitatore lungo una teoria di pareti concave e convesse, di superfici mosse, fluide, coinvolgenti. Flusso dei visitatori e flusso dell'architettura si incontrano, si integrano generando un'atmosfera danzante, dinamica, flessuosa, vivace. L'architettura indirizza ed è indirizzata al tempo stesso. Indirizza la promenade dei suoi ospiti con le sue traiettorie morbide ed è indirizzata dai movimenti di chi la vive. Si stabilisce così un rapporto simbiotico fra flusso architettonico e moto umano.
Cifra forte di questo progetto è la continuità spaziale fra tetto, pavimento, sedute, appoggi, punti luce che prendono forma dalla stessa scocca. Una soluzione di continuità che diventa metafora colta e sottile della relazione fra arte e architettura.
Trait d'union di questa regia di continui richiami, di rapporti e di connessioni è la luce. Artificiale, fredda, plastica, scolpisce l'architettura trasformandola definitivamente in un'opera d'arte costantemente in mostra.

Foto: Pietro Savorelli

GALLERY

Galleria Tornabuoni Arte - Archea Associati. Venezia, 2005

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